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Centauro VBC

 

 

Fin dai primi requisiti tecnici emessi dall’Esercito Italiano verso la fine degli anni ’80, era stato previsto che la nuova blindo pesante avrebbe dovuto dare origine ad una famiglia di veicoli specializzati, caratterizzati da una elevata comunanza di componenti. La disposizione anteriore del gruppo motopropulsore facilitava, del resto, la realizzazione di mezzi derivati dalla Centauro, basati su complessivi meccanici standardizzati rigorosamente comuni tra loro, montati su uno scafo opportunamente adeguato ai compiti assegnati.
Nel 1994, il consorzio IVECO FIAT / OTO MELARA ha sviluppato una versione della Centauro da trasporto truppe e combattimento. Il prototipo presentato nel 1995 è stato accolto molto favorevolmente dall’Esercito Italiano, che ha deciso di finanziare la fase di sperimentazione e messa a punto finale del mezzo, ordinando 3 prototipi, uno in configurazione da trasporto truppe armato di mitragliera da 25 mm e lanciamissili controcarro,uno in versione posto comando, l’ultimo portamortaio/ambulanza corazzata. Il prototipo del Centauro VBC (veicolo blindato da combattimento), intanto, è stato esposto al salone di Eurosatory nel 1996 e nel 1998, suscitando un notevole interesse ed entrando in competizione sul mercato internazionale con il BTR80 russo e la versione a 4 assi del Piranha svizzero.
Per i blindati della fanteria la formula ruotata ha ottenuto i maggiori consensi e sembra destinata ad avere una larghissima diffusione. Quasi tutti i maggiori eserciti occidentali (inglese, francese, tedesco, italiano, olandese, canadese,…) sono orientati ad adottare famiglie di veicoli blindati utilità e da trasporto truppe ad alta mobilità a 6 o 8 ruote.
Il Centauro VBC mantiene inalterati gli organi meccanici (gruppo motopropulsore, sospensioni, sterzo) e la configurazione generale dello scafo della blindo pesante con motore anteriore e posto di pilotaggio a sinistra. L’impianto frenante è stato migliorato, mentre come optional è possibile montare un sistema di regolazione dell’altezza delle sospensioni per variare l’assetto del veicolo. Lo scarico dei gas del motore è orientato verso il fondo scafo e la rumorosità è stata notevolmente ridotta rispetto alla blindo.
Particolarmente curata è la protezione del mezzo in grado di resistere sull’arco frontale al munizionamento calibro 25 mm e lateralmente al tiro di mitragliatrici pesanti da 14,5 mm fino a 100 m di distanza.
Il VBC si pone ai vertici della categoria dei veicoli ruotati blindati da trasporto truppe. Nella configurazione con 2 lanciamissili Tow, mitragliera da 25 mm e mitragliatrice da 7,62 mm abbinata, sistema di mira ed osservazione a camera termica, ottiche ed armamento stabilizzato, il VBC risulta superiore per prestazioni a molti VCI cingolati dell’attuale generazione.
Il VBC monterà la stessa torretta biposto Hitfist del Dardo, del peso di 3,1 t, armata di cannoncino automatico KBA da 25/80, mitragliatrice abbinata calibro 7,62 mm NATO, 2 rampe corazzate lanciamissili controcarro Tow-2 (in alternativa Stinger contraerei) e 8 tubi lanciagranate da 80 mm. La torre, costituita da un guscio corazzato in alluminio rivestito da piastre d’acciaio, è ad asservimento elettrico, con servosistemi digitali e linea di mira stabilizzata. Il sistema computerizzato di controllo del fuoco comprende una camera termica e un telemetro laser in grado di gestire in condizioni ognitempo anche la guida dei missili Tow. Il capocarro può disporre di periscopio panoramico stabilizzato con canale di visione IL o in alternativa di uno più semplice.
Tra gli altri dispositivi elettronici sono disponibili: un sistema di allarme laser, un avvisatore acustico basato sui messaggi vocali di allarme, un sistema di autodiagnosi e trasmissione dei dati su schermo video relativi all’efficienza del mezzo. Il VBC può montare anche torri più pesanti, armate con cannoni di maggior calibro come l’Otobreda Fast Forty da 40/70 ed il 60 /70. Quest’ultima, la più potente arma a caricamento automatico mai installata su un veicolo ruotato da trasporto truppe, è in grado di perforare la corazza laterale dei carri armati della prima generazione e di ingaggiare elicotteri da combattimento in hovering a grande distanza, grazie a spolette di prossimità e ad un’elevazione massima di 40°. Il cannone è ospitato in una torretta Hitfist modificata T60/70, del peso di 4 t (senza lanciamissili Tow), con una MG42/59 abbinata, 8 tubi lanciagranate ed una riservetta munizioni capace di 32 colpi da 60 mm di tipo APFSDS-T e HE-T. Il sistema di caricamento automatico consente una cadenza di tiro di un colpo ogni 2 secondi. In questa configurazione il VBC conserva una capacità di trasporto di 6 soldati equipaggiati ed ha un peso di 24 t. La versione posto comando del VBC può montare una torretta a controllo remoto da 12,7 mm ad asservimento elettrico, che consente il tiro ed il caricamento dell’arma dall’interno dello scafo. Al sistema di puntamento ottico può essere associato un visore notturno ad intensificazione di luce o una camera all’infrarosso termico. La torretta Oto Melata, del peso di 210 kg, ha un settore massimo di tiro in elevazione di 50° e può essere equipaggiata di sistema di stabilizzazione. Il veicolo posto comando, caratterizzato da doti di mobilità e protezione analoghe a quelle dei mezzi di combattimento della famiglia Centauro, dispone di vano di carico più capiente (volume di 14 m cubi), maggiorato in altezza (fino a 2,1 m dal suolo), per ospitare il pilota e 5 operatori, apparati radio a media portata e stazioni elettroniche con vari monitors e terminali. La versione da soccorso e recupero, che l’Esercito Italiano prevede di acquistare in 38 esemplari, raggiunge un peso di 28 t ed è dotata di: gru idraulica telescopica della capacità di sollevamento di 9 t, in grado cioè di scavalcare il gruppo motopropulsore e la torretta della Centauro;verricello della portata di oltre 20 t, capace di recuperare un mezzo della famiglia immobilizzato; stabilizzatori per l’ancoraggio dello scafo al terreno durante il funzionamento del verricello o della gru. All’occorrenza, il VBC soccorso può montare sopra la piastra posteriore di scafo un gruppo motopropulsore di riserva; completano le dotazioni un set di parti di ricambio, una barra di traino ed attrezzi vari per la squadra meccanici. Oltre alle versioni posto comando e soccorso, i cui prototipi sono in costruzione per conto dell’Esercito Italiano, il Consorzio sta sviluppando: una versione portamortaio da 120 mm a caricamento automatizzato della culatta, montato su piattaforma rotante che spara attraverso il portello superiore del vano di carico, impiegabile anche a terra, con una dotazione di 40 colpi; una versione ambulanza con possibilità di trasporto di 10 uomini seduti o 4 barellati e 3 seduti; una versione gittaponte d’assalto, classe 30 t, della lunghezza di 20 m, ripiegabile in 3 elementi con stabilizzatori idraulici di scafo ed equipaggio di 3 uomini; una versione anfibia da trasporto truppe con 2 idrogetti e piastra frangiflutti che consentono una velocità in acqua di 10 km/h, con rapporto peso/potenza di 26 cv/t e modifiche alle disposizioni interne degli organi meccanici al fine di consentire il galleggiamento e la stabilità del mezzo in mare.
I piani di riequipaggiamento delle unità di fanteria e cavalleria dell’Esercito Italiano sono orientati verso l’acquisizione di ben 4 modelli di mezzi corazzati da trasporto truppe: il Dardo, cingolato, destinato alle unità bersaglieri per la cooperazione con il carro Ariete; il Puma, in due versioni 4x4 e 6x6, studiato per le esigenze delle unità esploratori di cavalleria e di fanteria leggera (alpini, lagunari, granatieri, paracadutisti, ecc.); il VBC, che sostituirà i VCC-1 dei reparti di fanteria meccanizzata.

 

 

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