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Carro pesante P40

 


Il P-40, o P-26/40 era stato pensato considerando che i carri cosiddetti Medi o 'M' non avrebbero potuto a lungo essere all'altezza dei veicoli esteri, i cui esemplari medi tendevano a pesare anche oltre 20 tonnellate.Si tratta di un carro da 26 tonnellate nominali, ideato a partire dal 1940.
Il mezzo, però, venne sviluppato soltanto dopo che fu decisa l'interruzione del progetto di sviluppo del carro M "sahariano" e, secondo i progetti iniziali, doveva essere inizialmente armato con un cannone corto da 75/18, e corazzatura sistemata in modo assai simile agli 'M', ma l'analisi del T-34 di cui i tedeschi fornirono un esemplare catturato, fu una rivelazione e comportò la riprogettazione dello scafo, che venne riallestito con una struttura meglio inclinata su tutti i lati dello scafo e torretta, mentre il cannone da 75 venne portato a 34 calibri.Il veicolo aveva una tecnica abbastanza avanzata, con la parte teoricamente migliore costituita da un motore diesel, che, nella sua ultima elaborazione aveva una potenza elevata, ben 420 hp. Questo motore, progettato ex novo dalla FIAT, era però afflitto da considerevoli problemi di sviluppo che non furono mai completamente risolti.
Il treno di rotolamento era costituito da piccole ruote assemblate su carrelli con sospensioni a balestra, assai simile a quello degli 'M'. Le corazze erano inclinate anche lateralmente e posteriormente, con uno spessore di 50 mm, si dice che lo scudo del cannone raggiungesse anche i 60 mm, e lastre imbullonate. L'armamento era derivato dal cannone campale Ansaldo da 75 mm Mod. 37, lungo 34 calibri. Le munizioni erano 63 da 75 mm e solo 600 per le due mitragliatrici Breda da 8 mm, una coassiale e una contraerea.Comparato ai veicoli coetanei, avrebbe potuto essere un buon veicolo con prestazioni simili a quelle dei carri medi degli altri belligeranti. Le sue prestazioni erano peraltro inficiate dalla tecnologia superata o inaffidabile di vari componenti: la corazzatura era ancora imbullonata, la mobilità era un po' scarsa a causa delle sospensioni, che però erano adattissime a carri che non superavano i 40 km/h, mentre il motore era piuttosto inaffidabile. Rispetto ai pari classe nasceva un po' tardi.
La situazione peggiorò quando entrarono in servizio mezzi come i T-34/85, i Panther e i Cromwell. La versione migliorata, rimasta sulla carta, venne chiamata P.43, con un tonnellaggio aumentato e caratteristiche migliorate. Ma lo sviluppo di questo ulteriore prototipo non ebbe seguito anche perché la produzione del P.40 procedeva con estremo rilento: al momento della resa italiana nel settembre 1943 solo 1 mezzo era stato assegnato ai reparti del Regio Esercito. Così esso venne requisito e usato solo dai tedeschi, che lo utilizzarono in qualche reparto corazzato, in compiti secondari.Il veicolo venne valutato pari al Panzer IV, anche se comunque il P.40 aveva dalla sua parte le corazze molto inclinate, che nel caso del Panzer IVH erano verticali, e la maggior velocità rispetto ai Panzer IV nelle versioni H e J che arrivavano al massimo ai 38 km/h, comunque circa 100 veicoli vennero realizzati sotto il controllo tedesco, che credevano il P.40 l'unico carro armato italiano degno di produzione, ma parte dei quali senza motore, per essere utilizzati come fortini lungo la Linea Gotica.

 

 

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