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Semovente ANSALDO 75/18

 

 

Nel 1940 lo stato maggiore dell’Esercito Italiano elaborò progetti per un nuovo cannone d’assalto basato sull’intelaiatura disponibile del carro armato medio e sull’eccellente cannone Ansaldo L/18 75mm.
Per proseguire, nel gennaio del ’41 Ansaldo-Fossati inviarono il primo prototipo del semovente 75/18 per la valutazione: un guscio più basso, i rimorchi e le sospensioni erano simili a quelle del carro armato 13/40 mentre nel guscio superiore era installato il cannone Ansaldo 75 mm in una posizione frontale e fissa.
Dopo i positivi test e prove, partì la produzione in serie e più di 400 unità furono costruite durante la seconda guerra mondiale. Col passare del tempo, il graduale sviluppo del carro medio M 13/40, attraverso le serie M 14/41 e M 15/42 (l’ultima con un perfezionato motore a gasolio 190HP), creò migliori veicoli disponibili per la trasformazione in cannoni d’assalto.
Le operazioni belliche del 75/18 partirono nel gennaio del ’42 in Libia, e continuarono in vari teatri della guerra fino alla fine del conflitto; le sue performance furono così buone che dal lontano ’42 la produzione di questo modello assunse la priorità sopra ogni altro mezzo corazzato italiano.
Il 75/18 si dimostrò molto efficace anche contro avversari più potenti ed era all’unanimità considerato come il miglior corazzato dispiegato in numero sostanzioso durante la seconda guerra mondiale.

Principali caratteristiche (75/18 su scafo M 13/40)
Peso: 13,1 t.
Lunghezza: 4,91 m.
Larghezza: 2,28 m.
Altezza: 1,85 m.
Motore: 125 HP diesel Fiat SPA 8V, raffreddato a liquido
Velocità max: 32 km/h
Equipaggio: 3

 

 

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