Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito web. Maggiori informazioni.

Le domande riportate di seguito sono quelle che più frequentemente mi vengono rivolte durante le manifestazioni modellistiche.

E’ importante premettere che il tono delle risposte a queste domande è di tipo professionale più che “hobbistico”.

Il modellista professionista ragiona in modo diverso rispetto a chi lo fa solo per hobby.


I tempi di realizzazione devono essere ottimizzati perché esiste un contratto con relative date di consegna e considerato il fine ultimo del lavoro, anche i costi devono essere contenuti.
Ed è proprio qui che conta l’esperienza, il “mestiere”, perché con questi attributi e qualche trucco, il modellista professionista (quello bravo) realizza modelli da “hobbista” in tempi più ridotti.

Occorre molta passione per questo tipo di lavoro, molto gusto, manualità e...

 

Nel caso abbiate altre domande, o la necessità di approfondire un particolare argomento, oppure semplicemente discutere di modellismo, non esitate a contattarci, siamo a vostra disposizione !!

 

 

 

 

Ci vuole molta pazienza?

Questa è la prima delle domande.

A volte la rivolgo a me stesso. Infatti io per primo non sono molto paziente e molte volte capita di vedere nel mio laboratorio oggetti “in volo”.

Per quanto mi riguarda più che la pazienza conta la determinazione e la volontà di finire il lavoro “a regola d’arte”.

E se per arrivare a questo bisogna fare 800 sdraio in scala 1:48, oppure 350 porte finestre in scala 1:100 complete di serramenti e persiane….allora …….facciamole !!

Un mio amico (il TERESIO) che ogni tanto è da me per scambiare quattro chiacchiere, un giorno mi disse : “Non avrei mai pensato che per un lavoro come questo ci volesse tanta grinta quanta ce ne metti tu !!”.


E’ vero! Più che pazienza, per me, ci vuole grinta !

 

 

Come si comincia?

Non esistono scuole, so però che qualcuno organizza corsi di modellismo. E’ un mondo talmente vasto che c’è spazio per tutti e tutto.

Ma il “sacro fuoco” deve venire da dentro, deve essere innanzitutto una passione….. i corsi o una scuola possono anche essere utili, ma secondo me, qualsiasi modello, per essere realizzato, deve essere “sentito” dal modellista, egli deve stabilire un “contatto” con l’oggetto, deve capirne le forme, gli scopi, il funzionamento ….. ogni commessa è una sfida!! Ecco perché questo è un lavoro affascinante, vario e completo!

Date retta, se il “sacro fuoco” brucia, il modo migliore per cominciare è quello di lavorare con qualcuno in cui riporre la vostra fiducia, più esperto di voi, guardare (ed imparare) come lavora, senza mai timore di chiedere.

Fare domande non è sintomo di ignoranza ma di intelligenza.

Io sono stato fortunato, ho trovato prima dei grandi amici e poi dei maestri !! (l’EZIO, il LEONARDO, il BERTO, il SILVIO..)

 

 

A cosa serve?

un modello serve quando si vogliono dare chiare e precise risposte riguardo al proprio progetto o prodotto, sfruttando l’occhio umano. Non c’è disegno, fotografia o documentazione tecnica che soddisfi l’occhio quanto un oggetto tridimensionale.
I disegni (e le documentazioni tecniche) a volte sono complicati e non tutti li sanno leggere, le foto sono belle ma hanno sempre dei lati nascosti e falsano le prospettive.

Un modello, invece, è “facile”, immediato e stimola la curiosità.

 

 

E' vero che esistono diversi tipi di modelli?

E’ vero: dipende da cosa si deve rappresentare. La scelta è vasta e soggettiva, credo che “definire” un modello possa essere correttamente fatto nei modi seguenti:
VOLUMETRICO per le sistemazioni indicative di “volumi” (ingombri) urbani o industriali: nuovi quartieri, piani di recupero, centri storici, aree industriali, insediamenti produttivi...
ARCHITETTONICO o PLASTICO per disposizioni dettagliate di costruzioni civili o industriali: palazzi, ville, capannoni, impianti industriali, linee automatiche di produzione...
DIORAMA per la ricostruzione scenografica di situazioni o ambienti: il vecchio porto, villaggi turistici, parchi...

DIMOSTRATIVO è la riproduzione il più fedele possibile dell’originale per esaltarne le forme, gli scopi, le peculiarità: navi, elicotteri, aerei, macchine, veicoli e mezzi per la Difesa…
PROMOZIONALE o GADGET per pubblicizzare la propria attività o produzione in modo assolutamente personalizzato. E’ praticamente utilizzabile per qualsiasi soggetto, l’importante è che non superi mai la dimensioni “da scrivania”.

 

 

Cos'è la scala?

E’ qualcosa che si scende o si sale… a volte può essere mobile.

E vabbè… ho fatto la battuta…

La scala è il fattore di riduzione, in altre parole quante volte è più piccolo il nostro modello rispetto all’originale.

Esempio : scala 1:20 significa che l’originale è UNO ed il modello invece è VENTI volte più piccolo.
Se il soggetto originale è lungo 1 metro (1000 mm) il nostro modello sarà lungo 50 mm. (cioè 1000 diviso 20= 50).

Fosse stato in scala 1:100 il modello sarebbe lungo 10 mm. (cioè 1000 diviso 100= 10).
E ricordate: fate stare sempre le mele con le mele e le pere con le pere, cioè: l’unità di misura deve essere la stessa, sia per l’originale, sia per la riproduzione ridotta. Quindi se volete le dimensioni del modello in millimetri, dovete usare i millimetri anche per le dimensioni dell’originale. Naturalmente se disponendo di un modello volete sapere le dimensioni dell’originale, basta fare l’operazione inversa: se il modello è lungo 100 mm. ed è in scala 1:35, l’originale sarà lungo: 100x35= 3500 mm.

Chiaro no ?

In scala 1:1 significa che il modello è uguale (come dimensioni) all’originale. Questi tipi di modelli si chiamano MOCK-UPe vengono realizzati soprattutto per elicotteri, mezzi corazzati, automobili o macchinari in genere, per usi per lo più pubblicitari e fieristici. Sempre meno per motivi squisitamente tecnici tipo galleria del vento o altri tipi di prove.

 

 

 

Cosa serve per la costruzione?

Servono innanzitutto le documentazioni: disegni, fotografie di tutto quello che bisogna riprodurre. Quindi una base tecnica di partenza, poi serve l’attrezzatura... che generalmente è quella di una normale officina: tornio, fresa, trapani, lime, sega circolare, mola, carta vetrata...

 

 

 

Con quali tecniche e materiali si lavora?

Anche in questo caso il campo è vasto!

La tecnologia attuale ci mette a disposizione molti mezzi e materiali ed ognuno, secondo le proprie preferenze ed inclinazioni, fa le sue scelte.

Per quanto mi riguarda lavoro principalmente con la plastica (ABS o polistirolo), un po’ meno con il legno (soprattutto per i prototipi o come “riempitivo”) molto meno con i metalli.
Per i miei modelli parto da lastre, tubi e barre di ABS con i quali si realizzano gli scatolati e le strutture, oppure “termoformando” la plastica (cioè modellando con l’ausilio del calore e di stampi appositamente costruiti) per le forme più “morbide”. Altri usano il legno che chiaramente non si può termoformare ma si può modellare con gli utensili tipici da falegnameria, c’è chi invece preferisce saldare i metalli. I sistemi, quindi, sono tanti, ognuno ha il suo e tutti sono buoni, ma il vero punto di partenza è solo uno: “ogni lavoro è una sfida”.

E allora, quando vi si presenta un “problemone” prendetelo e dividetelo in tanti problemini che sono più di uno ma sono anche più piccoli e quindi più facili.
Una volta risolti i piccoli… riuniteli ed automaticamente avrete risolto il grosso !
I risultati vi stupiranno… qualsiasi tecnica o materiale avrete usato!

 

 

Come si verniciano?

Gli acrilici sono ottimi colori, sia a pennello che a spruzzo, ma per i miei modelli uso principalmente vernici a base opaca per carrozzeria; sono vernici molto costose e devono essere usate sempre “in sicurezza” quindi mascherina sul viso, cabina di aspirazione, luci accese e casco ben allacciato in testa !

Altra battuta…fermatevi a: “cabina di aspirazione”.

Scherzi a parte, sono vernici che uso unicamente a spruzzo, sono molto coprenti. “perdonano” le eventuali colature grazie alla loro elasticità e soprattutto le posso usare a lungo senza che intasino i miei prediletti aerografi. Per questo tipo di attività ho fatto della frase “chi più spende meno spende” una regola, infatti la verniciatura è la parte più delicata ed appariscente del lavoro.


Non per niente:
“stucco e pittura fanno bella figura !!” in tutto il mondo !!

 

 

Quanto tempo occorre per realizzare un modello?

Bella domanda! Come già detto in premessa il lavoro è una cosa (si fa un preventivo con una previsione di costi e di tempi), l’hobby è un’altra!

Tanto per chiarire: il modello della “GRAND PRINCESS” (lavoro) è stato realizzato in quasi 7 mesi, per il modello del rimorchiatore “GLADIATOR” (hobby) ci sono voluti 2 anni e mezzo.

 

 

Più è grande e più costa?

Oppure… “AMMAZZALO come pesa…. chissà quanto costa ?”


Queste due domande le ho sentite molto spesso e tutte le volte resto sorpreso.
Non è affatto vero… un modello può essere più piccolo o più leggero di altri ma con valore triplo o superiore. Tutto dipende dal grado di dettaglio, di finitura, dalla costruzione e non ultimo, da chi lo sta valutando!

 

 

Che belle bandierine colorate: cosa sono?


Tutte diverse l’una dall’altra, con colori vivaci sono belle davvero, ma non sono solo coreografiche sono, innanzitutto, un sistema di comunicazione.

Ad ogni bandiera corrisponde una lettera dell’alfabeto o un numero. Si formano, abbinando le varie bandiere, dei messaggi che a loro volta possono essere “in chiaro” o “in codice”. Senza addentrarci in un discorso complicato, ecco, di seguito, il codice internazionale alfanumerico ottico (usato in tutte le Marine del mondo) e radiofonico (usato nelle comunicazioni radio e per l’identificazione ed il controllo del traffico aereo).

 

Charlie-India-Alfa-Oscar Alfa Tango-Uniform-Tango-Tango-India ovvero: ciao a tutti

 

 

Copyright © - CARLO BARDELLI - Via Trieste 84 - 28066 Galliate (NO) - P.IVA 08242880154 - Tel. 3392935874