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Galliate dista circa 7 km dal centro di Novara, circa 45 km da Milano e 70 km da Torino. Il comune è situato ai margini della valle del Ticino ed è compreso nel Parco naturale della Valle del Ticino.

Di probabile origine celtica, i primi significativi stanziamenti risalgono all'età del Bronzo (XII-X secolo a.C.). Numerosi reperti archeologici sono stati rinvenuti in una vasta area situata a nord dell'abitato.
Il nome Galeatum compare per la prima volta in un documento databile attorno all'840 d.C. Il primo nucleo abitativo (poi chiamato Galliate Vecchio) si costituì a ridosso dell'antico percorso del cardo maximus romano. Qui, nel 911 d.C. sorse un castello (di cui non rimane traccia) per contrastare le scorrerie degli Ungari.
In contrapposizione al centro abitato che faceva capo a Novara, l'arcivescovo di Milano, per ampliare la sua egemonia al di là del Ticino, fece costruire, verso il Mille, un villaggio, a est di quello già esistente, chiamato "Galliate Nuovo". Alla fine dell'XI secolo le terre di Galliate erano così divise tra due villaggi legati a due vescovi in contrasto tra loro: Galliate Vecchio al vescovo di Novara, Galliate Nuovo a quello di Milano.
Nel 1154 Federico Barbarossa, nemico di Milano e alleato di Novara, fece radere al suolo il nuovo borgo, che in breve fu però ricostruito dai Milanesi.
La contesa di Galliate riprese tra il XIII secolo e il XIV secolo, periodo in cui Novara tentò di imporre la propria autorità su Galliate riaccendendo così la lotta con Milano. In questa occasione, gli abitanti non rimasero impassibili e lottarono in difesa della loro libertà.
Nel 1356 Galeazzo Visconti rientrò in possesso dei territori galliatesi, trasformandoli in piazzaforte militare per la difesa dell'area del medio Ticino, acquisendo in questo modo una grande importanza strategica per Milano.  Alla caduta dei Visconti, Galliate passò agli Sforza che nel 1450 lo cedettero come feudo a un proprio condottiero, Ugolino Crivelli, che lo eresse a contea, il cui stemma era un gallo d'oro in campo azzurro.
Il castello, ristrutturato, raggiunse le dimensioni attuali tra il 1476 e il 1496, quando divenne fastosa residenza ducale degli Sforza, che intanto si erano ripresi la contea. Galeazzo Maria prima, Ludovico il Moro poi, lo utilizzarono per la caccia nella valle del Ticino. Nel 1532 Galliate divenne feudo del ramo Caravaggio degli Sforza, subendo le conseguenze delle lotte tra Spagnoli e Francesi.
Con la Pace di Vienna del 1738, Galliate passò ai Savoia, entrando nel periodo napoleonico a far parte del Regno d'Italia e ritornando al Regno di Sardegna con la restaurazione.
Durante la Seconda guerra d'indipendenza, nel 1859, il paese ospitò il quartier generale di Vittorio Emanuele II.
Nella seconda metà dell'Ottocento sorsero a Galliate le prime manifatture tessili. La lavorazione del cotone fu elemento trainante dello sviluppo del paese nel corso del Novecento, trasformandolo da borgo rurale a centro industriale.

Il cuore di Galliate è la rettangolare piazza Vittorio Veneto sulla quale si affacciano il Castello Sforzesco, il campanile e l'abside della chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Da un lavoro di ricerca, durato circa tre anni e condotto da cinque università europee con il sostegno della Comunità Europea, sono stati presentati nel 2007 a Venezia una mostra e un convegno dal titolo "Piazze d'Europa, piazze per l'Europa". La piazza non solo come luogo d'arte ma anche come spazio sociale.  A seguito di questa iniziativa la piazza di Galliate è stata elencata tra le 60 piazze europee esemplari per la fruibilità pubblica e luogo di convivenza umana.

 

 

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